Ciò che finisce a mare ce lo ritroviamo in noi

Ciò che finisce a mare ce lo ritroviamo in noi (e siamo quello che mangiamo)

L’8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani, come definito dall’ONU sin dal 2008.

E un oceano di plastica soffoca gli animali marini e le nostre coste. Come evidenziato nel video de La Repubblica che segue:

plastiche

Un camion pieno di plastica ogni minuto viene scaricato negli oceani del mondo, scrive il Corriere della Sera e in un anno sono 8 milioni le tonnellate di plastica che finiscono in mare.

Nel nostro Mar Mediterraneo si concentra il 7% di microplastiche, cioè di tutti quei frammenti di grandezza inferiore ai 5 millimetri presenti nei mari.

Caldo, denso e con un solo sbocco, il Mediterraneo è infatti la trappola per almeno 1.000 tonnellate di microplastiche galleggianti, che ne attentano la biodiversità.

Surfrider microplastica

L’accumulo di detriti di plastica è legato alla elevata presenza umana nel bacino del Mediterraneo e al suo particolare meccanismo di ‘circolazione dell’acqua’, che agisce come fosse una trappola per i detriti di plastica galleggianti, afferma Andrés Cózar, ricercatore di biologia presso l’Università di Barcellona e Cadice nello studio intitolato “Plastic Accumulation in the Mediterranean Sea” sul magazine scientifico PlosOne.

Infatti, non ci sono vie di fuga in superficie: l’unico sbocco del Mediterraneo è lo Stretto di Gibilterra, che misura solo 14 chilometri.

Così finisce che la plastica galleggiante più pesante finisca sui fondali marini e, non ricevendo più luce, possa rimanere intatta per secoli o rilasciare microframmenti molto lentamente.

L’impatto della nostra civiltà sarà misurabile in futuro anche dalla plastica presente sul fondo del nostro mare.

Per fortuna Sale di Sicilia è sale naturale, di origine marina ma che si è formato dalle acque incontaminate del Mediterraneo  di 6 milioni di anni fa.

I cristalli di salgemma si sono prodotti per precipitazione causata dall’evaporazione dell’acqua ad opera del vento e del sole di un mare interno alla Sicilia, un ampio bacino racchiuso da montagne e rimasto intrappolato senza sbocco verso il mare aperto.

 

La missione di Italkali è preservare e garantire la naturalità del Sale di Sicilia in modo che i cristalli del mare mediterraneo puro e incontaminato di 6 milioni di anni fa arrivino intatti sulla tavola dei nostri clienti.

e solo al momento dell'apertura della confezione il Sale di Sicilia  rivede la luce, con te, dopo sei milioni di anni
9 giugno 2016

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