La caponata di melanzane: la ricetta

La caponata di melanzane: la ricetta

Lillo Raimondi, gestisce la trattoria La Lanterna di Milena, piccolo paese dell’entroterra siciliano nel territorio di Racalmuto sede di uno dei giacimenti del Sale di Sicilia.

Lillo, con la moglie e il figlio e compone e cucina lui stesso i piatti della tradizione locale con ingredienti freschi e genuini, carne e formaggi locali, verdure fresche.

Ed ecco la ricetta della caponata – la ratatouille locale di cui in Sicilia si è molto orgogliosi – ricca di profumi e sapori di inizio estate. Lillo l’ha preparata apposta per noi e la dedica a tutti gli affezionati del Sale di Sicilia.

ricetta caponata 00-01

La Ricetta

timer piccolo

120 Minuti

cucina

Difficoltà media

Ingredienti

75melanzane

2 melanzane

olio-icona

Olio evo

celery

3 o 4 coste di sedano

pepper

Pepe q.b.

capers

100 gr di capperi sottosale

75sale

Sale di Sicilia fino

tomato75

500 gr di passata di pomodoro

olive75

250 gr di olive bianche

Procedimento

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Taglia a dadini due melanzane nostrali, quelle più scure e a forma di pera

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Ed ora il sale è indispensabile:

affinchè le melanzane non assorbano olio in cottura e risultino leggere e croccanti, disponi i tocchetti di melanzana a strati in un colapasta e cospargili via via di sale

Lascia riposare un paio d’ore.

Poi, prima di friggerli, sciacqua e asciuga i tocchetti con la carta assorbente.

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Taglia una cipolla bianca o napoletana in piccoli pezzi e soffriggila in un poco d’olio, sbollenta in acqua il sedano a dadini, snocciola le olive bianche e tieni i capperi sottosale a bagno in acqua per una mezz’ora.

Fai stringere sul fuoco la passata di pomodoro e intanto friggi i tocchetti di melanzane.

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In una pentola capiente versa la passata e unisci tutti gli ingredienti, esclusi i tocchetti di melanzana fritti.

Fai amalgamare i sapori a fuoco basso per 5 minuti.

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Poi per ultimo e con delicatezza unisci anche i tocchetti di melanzane fritti.

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Amalgama gli ingredienti con un cucchiaio di legno eseguendo un movimento da sotto a sopra, in modo da non schiacciare le melanzane.

Lascia cuocere a fuoco basso ancora per una decina di minuti.

Et voilà è pronta!

Ma prima di portarla in tavola lasciala riposare e intiepidire per almeno un’ora.

Agrodolce opzionale a caponata ancora calda:

In una tazzina da caffè sciogliere 3 cucchiai di zucchero con 3 cucchiai di aceto.

Passare la caponata calda in una padella larga e a fuoco forte versarvi sopra l’aceto con lo zucchero.

Lasciare sfumare a fuoco forte per tre o quattro minuti.

La provenienza della ricetta

Il giacimento del Sale di Sicilia di Racalmuto si estende tra il territorio di Racalmuto, il paese raccontato da Sciascia ne le Parrocchie di Regalpetra e Milena. Un paesaggio di colline morbide tipiche dell’entroterra agrigentino. Così verdi in primavera, così assolate in estate, così dense di profumi e sapori: il mandorlo, l’olivo, il pomodoro coltivato a secco (siccagnu), la melanzana, il basilico, l’origano. E il sale.

Milena si adagia su una di queste colline. Le case e le strade ne assecondano l’andamento: salite e discese tra cui si disegna una piazza, il segno più evidente del Corso, la via principale. Il tessuto tipico del “paese” siciliano – così qui si chiamano i piccoli borghi: un agglomerato urbano con un intenso scambio con la campagna senza soluzione di continuità.

A Milena siamo andati a visitare la Trattoria La Lanterna che del paese siciliano, della trattoria siciliana, della cucina siciliana è espressione autentica e spontaneamente genuina.
La gestisce il sjgnor Lillo Raimondi, con la moglie e il figlio. Diremmo che la impersona: volto di siciliano, mani che della sapienza contadina che diventa gastronomia sembrano una sintetica rappresentazione visiva. Ne siamo rimasti affascinati tanto quanto della sua cucina.

Ci accoglie l’ambiente tipico di una trattoria locale: due sale, tavole imbandite e sullo sfondo la cucina e il tradizionale forno a legna.
Le proposte del menu sono quelle della tradizione locale più autentica, ma più che leggere il menù è meglio farseli raccontare da Lillo, i suoi piatti!
Noi ne abbiamo provato tanti di piatti della tradizione, rivisitati con sapienza da Lillo, e li abbiamo così tanto apprezzati da chiedergli di concederci di raccontarne la preparazione.

lum

Lillo, la tradizione e il Sale di Sicilia

In questa Sicilia interna dove i prodotti della costa non arrivavano ed il mare è rimasto per secoli solo un miraggio nelle narrazioni, si utilizzavano le pietre di sale che affioravano nella campagna circostante; così fu scoperto nel secolo scorso il giacimento di Racalmuto.

E per Lillo il sale rimane ancora oggi unicamente quello dei giacimenti, il Sale di Sicilia che porta con sé la lucentezza di quel mare antico puro e incontaminato. “Picchì canusci autru sali accussì puro?”, scherza: “perché c’è un altro sale così puro?”.

Un pizzico di sale è prezioso in tutti i piatti ma non solo, Lillo lo utilizza – come, del resto, da tradizione in tutta la cucina mediterranea – non solo per dare sapidità alle pietanze ma anche per conservare alimenti speciali, preziosi e facilmente deperibili, oltrechè per cuocere isolando i cibi dal calore diretto e far sì che per la cottura non risultino secchi e stopposi.

Lillo consiglia di tenere sempre a casa una confezione di Sale di Sicilia Fino ed una di Grosso, non si sa mai che venga il desiderio di cucinare qualcosa di speciale e ci si trovi senza!

Vuoi sapere di più sui nostri prodotti Sale di Sicilia? Eccoli: Sale di Sicilia per la tua tavola

E le ricette di Lillo non si fermano qui, vi racconteremo presto qualcosa di insolito e speciale.

Seguiteci su queste pagine del Sale di Sicilia, Sale di Natura!

Dove si trova

29 maggio 2017

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